Fidc Campania ha annunciato una diffida formale nei confronti dell’ente Parco del Matese, del Ministero dell’Ambiente e della Regione Campania, chiedendo il ritiro immediato della nuova proposta di perimetrazione dell’area protetta.
Secondo l’associazione, la nuova delimitazione ingloba territori aggiuntivi nei comuni delle province di Caserta e Benevento, ampliando le restrizioni sull’attività venatoria ben oltre quanto inizialmente comunicato dall’ente parco. Federcaccia Campania, attraverso la sezione provinciale di Caserta, si oppone da anni a questo progetto, portando avanti una battaglia in stretto contatto con i sindaci e gli amministratori locali delle zone interessate. "Non possiamo accettare questa forzatura – dichiara il presidente di Federcaccia Campania, l’avvocato Modestino Bianco – Il territorio non ha bisogno di un’ulteriore area protetta, soprattutto considerando il fallimento gestionale del parco regionale già esistente, abbandonato a sé stesso e senza una reale programmazione di sviluppo".
"Un parco nazionale non porta alcun beneficio concreto a queste aree interne – continua Bianco – Al contrario, le ulteriori restrizioni rischiano di compromettere le attività produttive e imprenditoriali, con un impatto negativo sulla vita quotidiana dei residenti".
L’associazione sottolinea inoltre il problema della gestione della fauna selvatica, con la proliferazione incontrollata di specie invasive che stanno danneggiando la biodiversità, e il degrado ambientale, evidenziato da segnalazioni di turisti e cittadini riguardo la presenza di rifiuti all’interno dell’area protetta.
Federcaccia Campania si dice pronta a contrastare ogni ulteriore tentativo di ampliamento dei confini del parco, mettendo in campo risorse legali e istituzionali per difendere gli interessi dei cittadini. "Sosterremo qualsiasi iniziativa volta a impedire che gli interessi di pochi si ripercuotano su un’intera popolazione, che ha già manifestato la propria totale contrarietà al Parco Nazionale del Matese", conclude Bianco.