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Val Chisone: cacciatori contrari alla riapertura della caccia al cinghiale


mercoledì 21 gennaio 2009
    
Cacciatori contro riapertura caccia al cinghialeI cacciatori della Val Chisone come avevano annunciato la settimana scorsa, si sono dichiarati contrari alla riapertura della caccia al cinghiale rifiutandosi di sparare contro i responsabili dei danni all'agricoltura della valle. “Sarebbe una strage di scrofe gravide e di piccoli – hanno detto -  “E disturberebbe le altre specie non oggetto di prelievo”. La caccia selettiva al cinghiale, con aperture dal 17 gennaio fino al 14 marzo, è stata disposta dalla provincia di Torino  in accordo con i Comprensori alpini in seguito alla volontà espressa dalla Regione, di limitare il più possibile i danni all'agricoltura.
La posizione dei cacciatori è stata rimarcata da una lettera inviata alla Provincia di Torino, in particolare al presidente provinciale Saitta, al Servizio tutela fauna e al presidente del Comprensorio alpino Torino 1 Enzo Armand Pilon, da una rappresentanza di cacciatori appartenenti a diverse associazioni venatorie. “Non è falcidiando i cinghiali – hanno scritto - che si possono risolvere i problemi di un'agricoltura marginale come quella delle vallate alpine”. I cacciatori contestano anche la necessità dell'intervento “Nel Cato 1 la popolazione di cinghiali risulta sostanzialmente stabile - affermano -  i danni sono concentrati soprattutto nell'oasi del Barant, in alta Val Pellice, già oggetto di interventi di contenimento”, ma anche l'approccio selettivo proposto dalla Provincia “non è caccia, ma solo abbattimento di animali”.  Meglio “Rispettare il legame cacciatore-territorio e anticipare la riapertura della caccia al cinghiale a inizio settembre, quando i piccoli sarebbero svezzati” , hanno rilanciato i firmatari.
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1 commenti finora...

Re:Val Chisone: cacciatori contrari alla riapertura della caccia al cinghiale

Sono dalla parte dei cacciatori della Val chisone;nel periodo della riapertura ormai le scrofe sono quasi tutte gravide ed alcune hanno gia partorito; ci troveremo di fronte ad un prelievo non più dettato da un attento studio (vecchi capi,malformati, malati o accuratamente scelti in base ai censimenti)ma bensi ad abbattimenti mirati alla diminuzione della specie e basta, senza contare che se eventualmente venisse prelevata la scrofa e non i porchetti quest'ultimi creeranno molti più danni di un numero più nutrito di adulti.

da FABIO 21/01/2009 12.36