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Sicurezza a caccia: sempre meglio


martedì 31 gennaio 2017
    

Sicurezza caccia 2017 Come ogni anno a chiusura della stagione venatoria, in queste ore verranno diffusi i soliti allarmismi sulla presunta pericolosità della caccia, con il consueto conteggio supergonfiato. I nostri imperterriti detrattori non diranno ciò che è più che mai evidente. Ovvero che le campagne per incrementare la sicurezza in ambito venatorio, portate avanti lodevolmente dalle associazioni venatorie e dagli altri portatori d'interesse, stanno avendo un successo tale da aver contribuito in pochissimi anni a far ridurre sempre di più e in maniera sempre più evidente il numero di incidenti gravi.

E in effetti quest'anno si dispone di dati molto confortanti. Intendiamoci, anche un solo incidente è per noi una spina nel fianco, ma la rapida discesa del trend non può non trovarci sommessamente soddisfatti.  A scanso di equivoci citeremo i dati registrati dalla LAC (Lega per l'Abolizione della Caccia), che fa del terroristico  conteggio degli incidenti una delle sua attività di punta.

Ebbene il rapporto tra gli incidenti di caccia (che hanno coinvolto esclusivamente cacciatori) e quelli che ben poco hanno a che vedere con l'utilizzo delle armi o la pratica della caccia in sé (ovvero le morti per malori, infarti, cadute accidentali, ecc.), è di 7 a 31. Il che vuol dire che incide molto di più il colesterolo e l'età, causando infarti (purtroppo una costante tra le cause più diffuse di decesso), rispetto alla ostentata doppietta.

Per quanto riguarda i feriti, in tutta Italia, per incidenti con le armi da caccia se ne contano 19. E se è vero che almeno in parte certi incidenti  potrebbero avere una riduzione d'effetto, è altrettanto noto che ogni attività umana, è statisticamente evidente, comporta incidenti e decessi. Basterebbe contare quante persone si feriscono o perdono la vita praticando altre attività all'aria aperta, come lo sci, l'alpinismo o le attività più caute come l'escursionismo o la raccolta di funghi.  Dati alla mano la caccia, è una delle attività più sicure. Per i dovuti raffronti, vedasi l'inchiesta:

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4 commenti finora...

Re:Sicurezza a caccia: sempre meglio

La braccata è l'unica vera forma di caccia pericolosa. regole più dure , poste più sicure , meno leggerezza , corsi , corsi e corsi di preparazione ma senza degli esami con dei docenti politicizzati e anti caccia CORIS DI FREQUENZA PER CAPIRE IMPARARE RAGIONARE !!

da W LA BRACCA 01/02/2017 14.25

Re:Sicurezza a caccia: sempre meglio

Diciamo anche che vi è una crescita culturale del cacciatore. E una decrescita culturale sempre più evidente degli animalisti anche laureati (sopratutto). E questo si può notare anche nel blog quando si leggono i loro "interventi",da definirsi offensivi,provocatorii,per niente costruttivi e sopratutto inutili.Certificando che l'ignoranza a molte sfumature.

da agostino 01/02/2017 9.07

Re:Sicurezza a caccia: sempre meglio

In merito alla sicurezza... Questo è quanto ho pubblicato sul gruppo Facebook del C.P.A. Sardegna: Buongiorno a tutti. Grazie a Dio, per il secondo anno consecutivo la Caccia al cinghiale in Sardegna si è conclusa senza incidenti mortali. Non immaginate quanto ho sperato e pregato di poter di scrivere questo post. Oltre alla fatalità o destino se preferite, penso che questo risultato si sia potuto raggiungere grazie al senso di responsabilità che è maturato nei Cacciatori, questo grazie anche agli incontri che le varie AA.VV. hanno fatto sul territorio in merito alla sicurezza. Permettetemi di aggiungere anche che una buona mano d'aiuto è arrivata dal'obbligo di utilizzo dei Gilet ad alta visibilità e del numero crescente di carabine a canna rigata. Un caro saluto a tutti Voi :) Mep

da Marco Efisio Pisanu - 31/01/2017 15.38

Re:Sicurezza a caccia: sempre meglio

Solo qualche anno fa avevamo da 15 a 25 perdite di cacciatori, all'anno. adesso, pur facendo le debite proporzioni, siamo a molto meno della metà. E poi dicono che le AAVV non fanno niente. Secondo me, questa campagna è una campagna di civiltà e soprattutto è una bella risposta ai nostri avversari che non hanno più elementi per contestarci. Mancano ancora diverse sfaccettature di quella sensibilità che serve per recuperare quella legittima posizione di rispetto nella società. Non c'è molto tempo, stiamo perdendo colleghi e di giovani e donne ne vediamo purtroppo ancora pochi. Diamoci da fare. tutti insieme, non divisi. Sembra che sulla strada dell'unità manchino alcune sacche di esagitati, supportati da alcune associazioni. Uno sforzo e una maggiore riflessione aiuterebbe. ma, lo so, le elezioni sono vicine, in Italia sempre dietro l'angolo, e i tesseramenti fanno la differenza! ma che tristezza!!!

da Vitamina D 31/01/2017 11.23