Non solo zone umide. La Commissione Europea lo scorso 27 febbraio ha presentato una proposta ufficiale che mira a vietare l’uso delle munizioni di piombo in tutti gli ambiti (caccia e tiro sportivo) e in tutti gli ambienti, stessa cosa varrà per i piombini da pesca.
Tutto ciò alla luce del dossier dell’Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche (ECHA) che già nel 2023 aveva evidenziato il "rischio inaccettabile per l’ambiente e la salute umana", portando ora la Commissione a proporre il divieto.
La proposta, come si può apprendere da questo link, prevede un periodo di transizione di tre anni e alcune deroghe per specifiche armi o eventi, come le Olimpiadi e alcune competizioni di tiro sportivo.
Critiche arrivano già dalla politica.
Cisint e Bruzzone (Lega): "Decisione ideologica che danneggia l'industria e la caccia. Servono tempi più lunghi"
La proposta della Commissione Europea di vietare l’uso del piombo nelle munizioni da caccia e da tiro sportivo, sta scatenando forti reazioni politiche. La Lega denuncia una scelta dettata da una battaglia ideologica green, priva di reali basi scientifiche, che rischia di colpire duramente l’industria armiera, i campi da tiro e il settore venatorio in tutta Europa.
L’europarlamentare Anna Cisint e il responsabile del dipartimento caccia della Lega, Francesco Bruzzone, criticano la decisione della Commissione, accusandola di non aver considerato l’impatto economico e sociale della misura.
"L’inquinamento da piombo nei terreni asciutti non è mai stato dimostrato in modo significativo – spiega Cisint – eppure si insiste su un divieto che andrà a colpire un’intera filiera senza una reale giustificazione. La Commissione non sta tenendo conto delle conseguenze per l’industria delle munizioni, per i campi di tiro e per la caccia".
“Sarebbe interessante che la Commissione ci illumini su come l’uomo possa assimilare il piombo giacente nel terreno, dove subisce, peraltro, i naturali processi di ossidazione; nel frattempo importanti settori economici ed attivitá vengono colpiti per i capricci della Commissione, che pare ancora non comprendere il processo di cambiamento in atto, espresso da milioni di cittadini europei” evidenzia Cisint.
Bruzzone, dal canto suo, sottolinea la necessità di tempi lunghi per la transizione e di alternative sostenibili: "Servono materiali sostitutivi con un costo e un’efficacia paragonabili al piombo. Inoltre, bisogna permettere ai produttori e ai cacciatori di smaltire le scorte esistenti. Un cambio così drastico, senza soluzioni concrete, rischia di creare problemi economici enormi".
La Lega chiede quindi alla Commissione una revisione della proposta, garantendo una transizione graduale e un confronto con il settore per trovare soluzioni sostenibili.