
"Purtroppo non è un pesce d’aprile". Così l’onorevole Francesco Bruzzone, esponente della Lega, commenta l’entrata in vigore della delibera della Regione Emilia-Romagna che autorizza l’abbattimento del colombaccio nell’ambito del controllo faunistico, anche durante il periodo di riproduzione. Una decisione che ha sollevato indignazione nel mondo venatorio e che Bruzzone ha duramente contestato.
Bruzzone ricorda che Ispra ha dato parere favorevole al provvedimento, permettendo l’abbattimento anche sui nidi ma che al contempo nel parere fornito per il calendario venatorio delle Marche, vieta la caccia al primo di settembre per la presenza di nidi. "Non possiamo usare i cacciatori per fare il controllo e poi massacrare così la caccia secondo le regole".
Dato che la richiesta di fare un passo indietro è andata a vuoto, Bruzzone si attiverà diversamente. "Non è una promessa, ma visto che si sta discutendo della riforma della legge 157, proporrò una norma nazionale per impedire massacri di questo genere", ha annunciato.
L’esponente leghista non risparmia critiche alla giunta regionale dell’Emilia-Romagna e ai partiti ambientalisti: "Alla faccia del mondo animalista, dei Verdi e del Movimento Cinque Stelle, che non dicono nulla. Forse perché sono attaccati alle poltrone degli assessorati".
Infine, il deputato leghista si appella all’etica dei cacciatori: "Noi cacciatori rispettiamo gli animali che preleviamo. Spero che nessuno partecipi a questo massacro sui nidi. Mai avrei immaginato che venisse legalizzato l’abbattimento di uccelli migratori cacciabili durante la nidificazione. È una cosa inaudita".