
ISPRA ha appena pubblicato il rapporto La pressione venatoria sull’avifauna italiana dal 2017, un'analisi sui dati relativi ai tesserini venatori raccolti tra il 2017 e il 2023 e forniti dalle Regioni e dalle Province Autonome di Trento e Bolzano.
Lo studio fornisce, per la prima volta in modo sistematico, i numeri ufficiali degli abbattimenti per ciascuna delle 36 specie di uccelli cacciabili in Italia, con dati dettagliati per regione e stagione venatoria. Il lavoro evidenzia l'impatto della caccia sull’avifauna migratoria e stanziale. Il monitoraggio risponde agli obblighi previsti dalla Legge 157/1992 e dalla Direttiva Uccelli dell’Unione Europea, che impongono un prelievo sostenibile, senza compromettere lo stato di conservazione delle specie.
Dal 2017 al 2022, tutte le regioni italiane, eccetto l’Umbria, hanno trasmesso i dati richiesti. Mentre per la stagione 2023-2024, al momento del report solo cinque regioni (Abruzzo, Campania, Piemonte, Sardegna, Valle d’Aosta) avevano inviato i dati.
"Le quantità di abbattimenti riportati per le diverse specie considerate - si legge nel comunicato di Ispra - mostrano variazioni anche considerevoli tra le diverse realtà territoriali regionali e ciò può essere ricondotto, sia all’incompletezza dei dati forniti da alcune regioni che a differenze nelle consuetudini venatorie (maggior interesse verso alcune specie rispetto ad altre, prevalenza di un metodo di prelievo rispetto ad un altro); possono inoltre aver giuocato un ruolo importante differenze nelle rotte di migrazione e cambiamenti dell’areale di svernamento delle specie, anche in relazione ai cambiamenti climatici, che determinano la distribuzione e l’abbondanza delle specie nelle diverse aree geografiche del Paese".
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Numero di individui abbattuti di tutte le specie cacciabili in Italia nelle diverse stagioni venatorie considerate