Monica Cirinnà, senatore
Pd pasionaria dei cosiddetti diritti degli animali, che non manca mai occasione per attaccare in Parlamento anche le più elementari azioni di riordino della
materia venatoria, si scopre che è (o è stata) l'inquilina, insieme a
Esterino Montino, ex presidente ad interim della Regione Lazio ed esponente di lungo corso del Pd, di un
appartamento di Propaganda Fide per – udite udite – 360 euro al mese.
E’ quanto riporta Emiliano Fittipaldi, giornalista dell'Espresso, nel libro Avarizia. Lo riferisce secoloditalia.it, che stila una lista di nomi noti che hanno avuto in affitto case di proprietà della Congregazione per l'evangelizzazione dei popoli. Un “colosso finanziario che al 2012 possedeva titoli e conti bancari per circa 170 milioni di euro e appartamenti nella Capitale iscritti a bilancio per una novantina di milioni”, anche se la cifra è considerata troppo bassa dall’autore del libro, che cita le cifre fornite dalla stessa Cosea, la Commissione di studio sulle attività economiche e amministrative, pari a “450 milioni”.
Un trattamento di favore concesso ai due coniugi dal 1998 al 2011. Ma per la Cirinnà si tratta solo della solita macchina del fango, un complotto a suo carico, fatto con la sola intenzione di screditarla. E si difende: “Quando ci fu proposto, (…) l’immobile era in condizioni disastrose. L’accordo con la proprietà – sostiene Cirinnà – prevedeva lavori di ristrutturazione fatturati ed interamente a nostro carico che sarebbero stati poi scontati e spalmati sui canoni dei 12 anni di contratto. Spendemmo 150 milioni di lire ed ecco la sola ragione per la quale il nostro canone appariva più basso di quello che sarebbe stato secondo il mercato. Se si fa però due conti in euro e si somma il costo dei lavori al canone da noi pagato per 12 anni se ne ricava che, all’epoca – parliamo del 1998 – pagavamo un affitto pari a 950 euro al mese (circa due milioni di lire)”.
Una cifra alquanto economica per un appartamento su due livelli dietro Piazza Navona soprattutto nel 2011. Ammesso e non concesso che a tutti sarebbe stata data la possibilità di spalmare i lavori su un periodo così lungo di tempo, dividendo i 150 milioni di lire per le mensilità indicate (144 contando solo 12 anni) si ottiene poco più di un milione di lire. A questa va aggiunta la cifra del canone (360 euro = 700mila lire) per un totale di poco più di un milione settecentomila lire. Insomma – si legge su un altro blog – un prezzo molto buono per vivere a due passi da una delle piazze più belle del mondo.