“Gli inverni sempre più miti e l’abbondanza di ghiande e noci hanno causato una esplosione demografica tra i cinghiali in Europa”. A dirlo è lo studioso Paul Brown su Climate News Network.
“Le popolazioni di cinghiali in Europa – precisa - sono sempre più fuori controllo e gli scienziati stanno incolpando il cambiamento climatico. Ci sono milioni di cinghiali sparsi fuori dal loro habitat boschivo preferito, si spostano nelle periferie della città e stanno anche attraversando i confini nazionali dei Paesi dove si pensava fossero estinti. In alcuni paesi, in particolare Francia (che conta 2 milioni di esemplari) e Germania, che hanno sempre avuto popolazioni di cinghiali nelle loro foreste, sono una delle principali cause di incidenti stradali”. Pare addirittura che a Berlino si stia erigendo un nuovo muro per tentare di tenere lontano i cinghiali dal centro della città.
A sondare questo fenomeno in particolare c'è uno studio, dal titolo “What is a mild winter? Regional Differences in Within-Species Responses to Climate Change” pubblicato da alcuni scienziati austriaci sul PlosOne. Nel testo si spiega che la popolazione di cinghiale in Europa è in costante crescita dagli anni ’80, di pari passo con l'incremento delle temperature invernali.
Mettendo in correlazione i dati sui cinghiali cacciati e quelli coinvolti da incidenti stradali, in costante aumento, gli scienziati hanno tracciato la tendenza di crescita europea del suide. Uno dei motivi è la termoregolazione. Se le temperature sono molto basse, è necessaria molta energia per mantenere una temperatura corporea elevata. Di conseguenza, è disponibile meno energia per la riproduzione e l’allevamento della prole l’anno successivo. Le temperature penalizzano in questo senso in particolare l’Italia e i paesi mediterranei.